Tempo sospeso

2013. Ferro, garza, filo di cotone.
Cm 150 circa di diametro per pezzo.
l’opera, installazione site specific, è composta da un minimo di 4 pezzi

Descrizione completa
La riflessione sul tempo è il tema dell’opera Tempo sospeso. L’artista immagina un terreno e i cretti che a causa dell’essicazione in esso si creano. L’essicazione è la testimonianza di un tempo che scorre, è ciò che ci permette la percezione stessa del tempo. Marta Vezzoli immagina che questi cretti si traducano in segni, segni che piano piano si sollevano acquisendo un’esistenza propria. Questi vengono tradotti nel linguaggio dell’artista da segni di ferro, quasi un alfabeto del tutto personale e fluttuando, sospesi in aria, danno vita all’istallazione. L’opera è composta da una struttura di ferro sospesa, sulla quale viene puntata la luce che ne proietta le forme sulla garza a terra. Marta interviene cucendo l’ombra creata. A terra rimane solo la traccia di ciò che era, come una delicata e silenziosa ombra rimasta a giacere sul suolo: una traccia di filo di cotone cucita su un leggero tessuto di garza. Il risultato è una resa visiva di quei cretti bidimensionali da cui nasce l’idea: essi vengono ricollocati a terra, anche se in altra natura, trasformati in tracce e segni simili a sinapsi. Abbiamo qui un esempio di come le opere di Marta non siano solo opere da osservare, ma che interagiscono con l’ambiente che le circonda tanto che l’ambiente stesso diviene un aspetto importante nelle istallazioni. Questo lavoro si presta anche ad un’altra lettura: non solo traccia dei cretti, ma quasi mappa del cielo dove sono segnate le costellazioni, simile infatti alle mappe stellari. Quindi in profondità l’ulteriore duplicità: dalla terra al cielo, a sottolineare la soggettività e la relatività del tempo. (Chiara Seghezzi)