Konstant schwebend

Priska Streit & Marta Vezzoli _ Installazioni

17 ottobre- 14 novembre 2015

Kay Brudy 17 ottobre 2015 (dal testo introduttivo alla mostra)


È l’atto di appendere le opere nello spazio aperto che collega il percorso di Marta Vezzoli con quello di Priska Streit.
Marta Vezzoli, che oggi ha la sua prima mostra in Germania, ha studiato scultura presso l’Accademia di Brera di Milano e successivamente ha lavorato come arteterapeuta. È soprattutto l’esperienza acquisita da questa attività che ha costituito il suo interesse per il fattore umano dell’arte. Nelle sue opere ha spesso elaborato la propria storia personale o le biografie di persone che sono vicine a lei, con cui è entrata intensamente in relazione.
In particolare Marta Vezzoli si è interessata all’aspetto del tempo, che è certamente di grande importanza per i prigionieri ergastolani che lei ha conosciuto durante cinque anni in cui ha svolto la propria attività terapeutica in un carcere di massima sicurezza.
Da tale esperienza deriva il trittico “Sguardo sul tempo” del 2013.
L’atto del cuciture è un processo lento che richiede molta pazienza, metafora del tempo che passa, grazie al quale è in grado di contemplare molto e a lungo. Le sue opere esprimono i molteplici e mutevoli sentimenti dell’artista durante il suo lavoro. La cornice, in cui la garza è bloccata, è un limite, ma anche un confine che può essere attraversato.

Questo aspetto diventa ancora più evidente nel lavoro “Inside” del 2013, che consta di 13 pezzi, 13 lunghi pannelli di garza, di cui il primo viene deliberatamente posizionato all’ingresso per incoraggiare i visitatori a camminarci attraverso. Il lavoro ha origine da una ricerca svolta attraverso la raccolta di diari e di lettere di soldati della Prima Guerra Mondiale. Ognuno di quei soldati aveva una visione diversa della guerra, ma comunque tutti avevano qualcosa in comune: la voglia di cose semplici e quotidiane, come fare una doccia, bere una tazza di latte o semplicemente godere dell’amore della famiglia. Orrori celati dietro parole di incoraggiamento, di semplicità. Ecco allora che i pannelli di garza ricamati a mano con segni di cotone, divengono sinossi delle lettere, e i rettangoli gialli simboleggiano la parte celata, a volte negata, di tutte le troppe orribili esperienze della guerra.
Il lavoro “Sguardo velato” è composto da 8 piccoli elementi circolari legati fra loro in una sorta di rete; ogni opera è un piccolo mondo che deve essere scoperto con la massima attenzione, grazie all’ausilio di una lente di ingrandimento messa a disposizione dei visitatori.
La “visione complessiva” dell’opera della Vezzoli ci riporta poi al tema dell’ombra, elemento a lei caro, qui divenuto però “falsa ombra”: ancora una volta, cio’ mette in evidenza la motivazione più importante dell’artista: guardare dietro la facciata e la superficie delle cose e guardare più da vicino!

Kay Brudy
17 ottobre 2015 (dal testo introduttivo della mostra)